"Bigotry in Evolution", una mostra di Matteo De Caminada
Description
“Bigotry in Evolution” è una mostra di Matteo De Caminada, presentata per la prima volta alla Piccola Galleria di Bolzano, che affronta il tema dell’attuale riemersione della bigotteria e intolleranza come forza globale in continua evoluzione. Non si riferisce solo alla religione, ma alle ideologie reazionarie che in diversi contesti geopolitici, non sono più fenomeni marginali. Quest’ultime si riorganizzano, acquisiscono potere e rimodellano la vita pubblica. Ciò a cui assistiamo non è un ritorno al passato, ma una mutazione: una bigotteria moderna che si adatta a nuove tecnologie, strategie politiche e paure collettive. La mostra analizza il modo in cui le attuali ondate di estremismo di destra, nazionalismo, misoginia, omofobia e transfobia si intrecciano con conflitti globali, manipolazione mediatica e leadership politiche fondate sulla divisione.
Dalle guerre culturali ai conflitti armati, la violenza dell’esclusione non è più simbolica, ma strutturale, normalizzata ed esportata su scala globale. “Bigotry in Evolution” risponde con il rifiuto: rifiuto del silenzio, della neutralità e della riduzione di sé. La mostra afferma la necessità di orgoglio, queerness, femminismo, apertura mentale e resistenza collettiva come pratiche politiche. Essere visibili, rumorosi e non concilianti non è una scelta estetica, ma una condizione di sopravvivenza. Lontano dall’offrire conforto, le opere presentate mettono in luce i meccanismi di potere, paura e controllo, rivendicando al contempo vulnerabilità e solidarietà come strumenti di opposizione.
La mostra interroga il modo in cui la bigotteria evolve e, soprattutto, come la resistenza debba evolvere insieme ad essa. “Bigotry in Evolution” è un invito a ricordare che la disponibilità ad accogliere nuove idee, prospettive diverse dalle proprie non è debolezza, il prendersi cura degli altri non è ingenuità e l’orgoglio non è provocazione. In un momento storico in cui forze reazionarie tentano di dominare narrazioni, confini e corpi, la mostra insiste sulla necessità di una visibilità radicale e di una responsabilità condivisa.
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"Bigotry in Evolution", una mostra di Matteo De Caminada
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“Bigotry in Evolution” è una mostra di Matteo De Caminada, presentata per la prima volta alla Piccola Galleria di Bolzano, che affronta il tema dell’attuale riemersione della bigotteria e intolleranza come forza globale in continua evoluzione. Non si riferisce solo alla religione, ma alle ideologie reazionarie che in diversi contesti geopolitici, non sono più fenomeni marginali. Quest’ultime si riorganizzano, acquisiscono potere e rimodellano la vita pubblica. Ciò a cui assistiamo non è un ritorno al passato, ma una mutazione: una bigotteria moderna che si adatta a nuove tecnologie, strategie politiche e paure collettive. La mostra analizza il modo in cui le attuali ondate di estremismo di destra, nazionalismo, misoginia, omofobia e transfobia si intrecciano con conflitti globali, manipolazione mediatica e leadership politiche fondate sulla divisione.
Dalle guerre culturali ai conflitti armati, la violenza dell’esclusione non è più simbolica, ma strutturale, normalizzata ed esportata su scala globale. “Bigotry in Evolution” risponde con il rifiuto: rifiuto del silenzio, della neutralità e della riduzione di sé. La mostra afferma la necessità di orgoglio, queerness, femminismo, apertura mentale e resistenza collettiva come pratiche politiche. Essere visibili, rumorosi e non concilianti non è una scelta estetica, ma una condizione di sopravvivenza. Lontano dall’offrire conforto, le opere presentate mettono in luce i meccanismi di potere, paura e controllo, rivendicando al contempo vulnerabilità e solidarietà come strumenti di opposizione.
La mostra interroga il modo in cui la bigotteria evolve e, soprattutto, come la resistenza debba evolvere insieme ad essa. “Bigotry in Evolution” è un invito a ricordare che la disponibilità ad accogliere nuove idee, prospettive diverse dalle proprie non è debolezza, il prendersi cura degli altri non è ingenuità e l’orgoglio non è provocazione. In un momento storico in cui forze reazionarie tentano di dominare narrazioni, confini e corpi, la mostra insiste sulla necessità di una visibilità radicale e di una responsabilità condivisa.


