Politica nell’immagine, politica dell’immagine. Rieducare lo sguardo come impegno civile
Description
Il fotografo e artista tedesco Jonas Höschl (n. 1995) viene profondamente segnato dall’episodio di Röszke del 2015, quando assiste al gesto violento di una reporter ungherese contro un bambino rifugiato. Da quell’esperienza nasce 09. September 2015, Röszke (2021), un progetto che riflette criticamente sull’illusione di oggettività del fotogiornalismo e sul ruolo politico delle immagini.
Formatosi tra grafica, fotografia, scultura e arte concettuale – con maestri come Juergen Teller e Olaf Nicolai – Höschl intreccia sin dagli esordi attivismo politico e ricerca interdisciplinare. In opere come Glückversprechen (2018), Fade Away Medley (2021) ed Europe Is Lost (2019), esplora la retorica populista, la deriva della destra europea e la malinconia di una generazione disillusa, spesso ribaltando ironicamente i codici visivi dell’estrema destra.
Nel volume Politik von Medienbildern (2022) approfondisce teoricamente il potere persuasivo delle immagini contemporanee.
Con 80 Portraits: 73 Männer, 7 Frauen (2023) – opera finalista al Talent Prize 2024 – Höschl entra nel tema della sorveglianza e dell’identità, presentando ottanta ritratti di militanti neonazisti privati del volto. L’artista, che rifiuta l’etichetta di “politico”, si definisce piuttosto come qualcuno che lavora criticamente con le immagini mediatiche, smascherandone la forza e le contraddizioni.
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Politica nell’immagine, politica dell’immagine. Rieducare lo sguardo come impegno civile
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Il fotografo e artista tedesco Jonas Höschl (n. 1995) viene profondamente segnato dall’episodio di Röszke del 2015, quando assiste al gesto violento di una reporter ungherese contro un bambino rifugiato. Da quell’esperienza nasce 09. September 2015, Röszke (2021), un progetto che riflette criticamente sull’illusione di oggettività del fotogiornalismo e sul ruolo politico delle immagini.
Formatosi tra grafica, fotografia, scultura e arte concettuale – con maestri come Juergen Teller e Olaf Nicolai – Höschl intreccia sin dagli esordi attivismo politico e ricerca interdisciplinare. In opere come Glückversprechen (2018), Fade Away Medley (2021) ed Europe Is Lost (2019), esplora la retorica populista, la deriva della destra europea e la malinconia di una generazione disillusa, spesso ribaltando ironicamente i codici visivi dell’estrema destra.
Nel volume Politik von Medienbildern (2022) approfondisce teoricamente il potere persuasivo delle immagini contemporanee.
Con 80 Portraits: 73 Männer, 7 Frauen (2023) – opera finalista al Talent Prize 2024 – Höschl entra nel tema della sorveglianza e dell’identità, presentando ottanta ritratti di militanti neonazisti privati del volto. L’artista, che rifiuta l’etichetta di “politico”, si definisce piuttosto come qualcuno che lavora criticamente con le immagini mediatiche, smascherandone la forza e le contraddizioni.

